La Forza della Cedevolezza: LO JU JUTSU

Descrivere lo Ju-Jutsu (o Jiu-Jitsu, letteralmente “l’arte della cedevolezza”) è affascinante, perché si sposa perfettamente con il concetto di equilibrio. Lo Ju-Jitsu non è opporre forza alla forza, ma l’arte di assecondare l’energia dell’avversario per volgerla a proprio favore. È la vittoria della flessibilità sulla rigidità: come un ramo di salice che si piega sotto il peso della neve per non spezzarsi, così il praticante assorbe e ridirige il movimento.
Definita la “madre” di molte arti marziali moderne (come il Judo o l’Aikido), lo Ju-Jutsu è un sistema di difesa totale che comprende proiezioni, leve articolari e controllo al suolo. Non si basa sulla stazza fisica, ma sulla conoscenza millenaria della biomeccanica umana. Un millimetro di spostamento fa la differenza tra una tecnica riuscita e un fallimento
Lo Ju Jutsu non è solo l’arte della cedevolezza, è la mia via verso l’equilibrio. Sul tatami non cerco la vittoria sull’avversario, ma la padronanza di me stesso. Questo manifesto definisce la mia visione e la mia filosofia marziale. Uso la forza dell’avversario a mio vantaggio. Non oppongo resistenza, ma reindirizzo l’energia.

La cedevolezza non è debolezza, è la capacità di adattarsi, di fluire come l’acqua e di trovare la stabilità anche nel caos. Ogni tecnica è un’opera d’arte in movimento. Cerco la pulizia del movimento, l’efficacia senza sforzo. Il vero combattimento si vince prima di tutto nella mente. Coltivo la calma interiore, la capacità di rimanere lucido e focalizzato sotto pressione. La paura e la rabbia sono nemici da sconfiggere per agire con intelligenza e compassione. Onoro gli insegnamenti dei maestri che mi hanno preceduto. Lo Ju Jutsu è una tradizione antica che porto avanti con orgoglio e rispetto. Il dojo è un luogo sacro dove si coltivano l’umiltà, la disciplina e la fratellanza. Il tatami è il mio laboratorio di vita. La disciplina che imparo nell’allenamento si riflette in ogni aspetto della mia esistenza. Imparo a superare i miei limiti, a non arrendermi di fronte alle difficoltà e a coltivare la pazienza e la perseveranza. Lo Ju Jutsu è un percorso che non finisce mai. Non c’è un traguardo, ma un viaggio di continua scoperta di me stesso e delle mie capacità. Ogni allenamento è un’opportunità per imparare, per crescere e per diventare una versione migliore di me stesso.

Questo è il mio impegno. Questa è la mia passione. Questo è il mio Ju Jutsu.

La storia del Ju Jutsu

cenni storici

La lotta senza armi è antica quanto l’uomo ed essa si codifica ai primi albori della civiltà.
Anche se la prima scuola registrata in GIAPPONE è la TAKENOUCHI RYU del 1536 e se la parola JU JUTSU appare pressappoco nella stessa epoca, le scuole di combattimento senza armi prosperavano da tempi molto più antichi nel segreto delle grandi famiglie nobili e nelle roccaforti dei SAMURAI e venivano impiegati nomi come YAWARA, WA-JITSU, TORITE, KUMYUCHI, KOSHI-NO-MAWARI……..